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Andora, furti di opere d’arte: tre denunce

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1 Andora, furti di opere d’arte: tre denunce il Mer Feb 18, 2009 7:32 pm

Exaltorade

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da IVG.it

Andora. Un modello di veliero del 1885, una serie di quadri antichi, una giara tipica ligure ma anche finestre di vetro a piombo: questa la variegata refurtiva che hanno scoperto e recuperato i carabinieri della stazione di Andora. Tre le persone denunciate in stato di libertà: C.M., trentaduenne agricoltore albenganese, M.M., 54 anni, disoccupato originario della provincia di Varese, e L.A., 65 anni, commerciante cuneese residente a Imperia.
Il terzetto, che costituiva una piccola banda improvvisata, trafugava oggetti d’arte e antiquariato da chiese e ville per poi rivenderli in diversi mercatini del Ponente ligure. L’operazione dell’Arma è scattata in seguito alla segnalazione di alcuni cittadini della frazione andorese di Moltedo, che lo scorso 11 febbraio hanno notato uno sconosciuto introdursi in una cappelletta. L’individuo ne era uscito con un borsone (contenente 13 candelabri, 1 crocifisso e 3 quadretti) ma poi, rendendosi conto di essere stato visto dai passanti, era tornato nella notte a ricollocare il maltolto in prossimità della chiesetta; il materiale era stato poi rimesso a posto dal custode.
L’uomo altri non era che il trentaduenne C.M., che è stato interrogato dai carabinieri, ai quali ha risposto di non sapere nulla dei furti. I militari però, durante la perquisizione domiciliare, hanno rinvenuto oggetti di provenienza furtiva: un quadro risalente al ‘700 di 60×80 centimetri, risultato sottratto da una villetta di Diano Marina; un veliero a tre alberi in legno, ex voto dedicato alla Madonna da un capitano di lungo corso, rubato dalla chiesa di Nostra Signora della Guardia a Sanremo; una piccola giara sparita da un dehor di Alassio; dieci quadri di vari autori e dimensioni; quattro ante in ferro con vetri colorati e molati con inserti in piombo.
Interrogato dagli uomini dell’Arma circa la provenienza del materiale, l’uomo alla fine ha detto di averlo ricevuto da amici per tenerlo in custodia e ha fatto il nome di M.M. e L.A., entrambi pregiudicati, ritenuti responsabili del furto di una giara compiuto ad Alassio lo scorso 5 febbraio a danno di un esercizio pubblico e di un’altra giara sottratta da un’abitazione di Andora nel corso delle festività natalizie.
Secondo quanto ricostruito dai militari le refurtiva veniva esposta in bancarelle della zona ponentina, soprattutto ad Albenga. Il valore degli oggetti è ancora in via di quatificazione: tra questi due quadri di Franz Porta ed il ritratto settecentesco, sottratto l’11 gennaio scorso da una villetta di Diano. Il grosso veliero, di 150×150 centimetri, nel momento in cui è stato trafugato e caricato su un furgone, ha subito alcuni danni. All’interno del modello un libretto che testimonia le varie fasi di restauro dello stesso, a dimostrazione dell’alto valore collezionistico dell’opera (una nota di spesa del 1968 registra 100 mila lire dell’epoca).
Mentre C.M. deve rispondere dei reati di furto e ricettazione, M.M. e L.A. sono accusati solo del primo reato. L’indagine è stata condotta in autonomia dai carabinieri della stazione di Andora (con il maresciallo Giorgio Santopoli), in collaborazione con i colleghi di Diano e sotto il coordinamento della Compagnia di Alassio, guidata dal capitano Samuele Sighinolfi.
La maggior parte dei proprietari degli oggetti trafugati è stata contattata per la restituzione del maltolto. Per quanto non ancora periziato o restituito ai legittimi possessori, è stata richiesta la collaborazione dei carabinieri del nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Genova.

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